Nel marzo del 2000 si è tenuto a Lisbona un Consiglio europeo per favorire l'occupazione, lo sviluppo economico e la coesione sociale nel contesto di un'economia fondata sulla conoscenza (vedi: Conclusioni della Presidenza).
Si è così avviata una strategia che mira a fare dell'Unione europea l'economia più competitiva e dinamica al mondo, in grado di coniugare la crescita con nuovi e migliori posti di lavoro.
La strategia di Lisbona è incentrata sulla realizzazione di obiettivi concreti, da realizzare entro il 2010:
- raggiungere un tasso medio di crescita economica del 3% circa;
- portare il tasso di occupazione al 70%;
- far arrivare il tasso di occupazione femminile al 60%.
Nel giugno 2001, il Consiglio europeo di Göteborg (vedi: Conclusioni della Presidenza), ha integrato tale strategia con l'obiettivo dello sviluppo sostenibile. I successivi Consigli europei hanno evidenziato una serie di ulteriori linee di intervento, tra cui lo sviluppo della società dell'informazione, la costituzione di uno spazio europeo della ricerca, il sostegno all'innovazione, l'ammodernamento dei sistemi di protezione sociale. Con la Strategia di Lisbona il metodo del coordinamento aperto, utilizzato per le politiche economiche ed occupazionali, viene esteso anche a questi nuovi ambiti.
La Strategia di Lisbona è strettamente connessa alla SEO, al processo di Bruges-Copenaghen e più in generale alle politiche di coesione sociale, finanziate dai Fondi strutturali.
Per un quadro dei legami tra politiche strutturali e Strategia di Lisbona è possibile consultare la brochure della Commissione Competitività, sviluppo sostenibile e coesione in Europa.
La Commissione europea garantisce il controllo della strategia presentando ogni anno al Consiglio delle Relazioni di primavera sui progressi conseguiti. Tali relazioni utilizzano degli indicatori strutturali che si riferiscono a sei specifici ambiti: contesto economico generale; occupazione; istruzione, ricerca e innovazione; riforma economica; coesione sociale; ambiente.
In occasione del Consiglio di Primavera del marzo 2005 (vedi: Conclusioni della Presidenza) è stata svolta una revisione della Strategia di Lisbona.Materiali e notizie sono disponibili nel sito della Commissione europea Growth and Jobs.
Tra i principali documenti si segnalano:
- la proposta della Commissione per il Rilancio della Strategia di Lisbona (COM 24/2005e relativa sintesi);
- il documento con le raccomandazioni agli Stati membri, allegato alla comunicazione n. 24/2005 (SEC 192/2005);
- il documento sulla governance e la tempistica, allegato alla comunicazione n. 24/2005 (SEC 193/2005 e relativa sintesi);
- lo staff working document preparatorio della comunicazione n. 24/2005 (SEC 160/2005).
Tra i contributi alla revisione della Strategia di Lisbona va inoltre menzionato il Rapporto del novembre 2004 Affrontare la sfida del gruppo di alto livello presieduto da Wim Kok (disponibile anche una sintesi).
Sulla base della proposta per il rilancio della Strategia di Lisbona, la Commissione ha presentato le Linee guida integrate sulla crescita e l'occupazione per il periodo 2005/08 (COM 141/2005). Tali orientamenti sono di supporto agli Stati membri perché possano elaborare entro l'autunno 2005 propri Piani nazionali per la crescita e l'occupazione, dove indicare le misure previste per avvicinarsi agli obiettivi della Strategia di Lisbona.
In tale ottica, nel maggio 2005, la Commissione ha messo a disposizione uno Staff Working Paper sui prossimi step da compiere (SEC 622/2005 e relativa sintesi).
Sulle linee guida integrate della Commissione si è espresso il Comitato per l'occupazione e il Comitato per la protezione sociale (parere congiunto n. 8986/05, del 17 maggio 2005).
In Italia, in risposta a tale istanza, è stato predisposto il Programma Innovazione, Crescita e Occupazione (PICO) per il rilancio della Strategia di Lisbona. Approvato dal Consiglio dei ministri il 14 ottobre 2005, il piano è stato inviato alla Commissione europea. Precedentemente, la Conferenza delle Regioni aveva presentato il 22 settembre 2005 un suo contributo alla definizione del Programma stesso.
Gli orientamenti 2005/08 sono stati riconfermati dal Consiglio di primavera del marzo 2006 (conclusioni 7775/06 CONCL 1).