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Author: Raffaella Created: 09/02/2007 23.34
Il Blog è un luogo di incontro per quei lavoratori "maturi" siano essi dipendenti o autonomi, espulsi dal mercato del lavoro o che vedono a rischio la conservazione della loro occupazione. Lavoratori le cui possibilità di ricollocazione nel ciclo produttivo sono difficili o praticamente inesistenti. Scriveteci...

La testimonianza di Giorgio, socio ATDAL
By Raffaella on 25/06/2007 4.01

Le invio la mia testimonianza.

Sono disoccupato dal 1992 per la messa in liquidazione dell'impresa edile.

Avevo 50 anni ed ho cercato di adeguarmi, sempre e comunque, alle opportunità che il mercato mi offriva, comunque limitate. Nessun aiuto da Stato, Regione, Provincia, Comune verso i quali ho mantenuto tutti gli oneri ma nessun diritto. Idem dal sindacato, non appartengo a nessuna categoria, non esisto.

 I datori di lavoro, se ti considerano, è per ridurre al minimo le già scarse spettanze. Le agenzie interinali poi, se accettano il curriculum, lo fanno per avere un iscritto in più. Per merito di Atdal Over40 si cerca di fare qualcosa ma, visti i tempi, anche da questo sarò escluso. L'obiettivo è sopravvivere fino a 65 anni per la pensione maturata fino al 1992.

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la lettera ci da lo spunto per riflettere su dati allarmanti :

In Italia il tasso di occupazione degli italiani di età compresa tra i 50 e i 64 anni è del 38% contro il 72% degli svedesi e il 65% dei danesi. Dati che diventano ancora più allarmanti se si prendono in considerazione le statistiche sull'invecchiamento della popolazione europea.

Secondo i dati Eurispes, nel 2004 su cento persone con un'età compresa tra i 55 e i 64 anni in Italia lavoravano soltanto in 31, contro i 41 della Francia, i 43 della Germania, i 57 del Regno Unito e le oltre 70 persone della Svezia. Cifre che evidenziano come gli over 50 non siano più considerati una risorsa nel nostro paese.

L'Italia si colloca al primo posto della classifica e i 25 paesi con la popolazione più anziana nel mondo (escluso il Giappone) sono nel Vecchio continente, 18 dei quali fanno parte dell'Unione europea. Se da una parte una maggiore prospettiva di vita è un dato positivo perché indica l'aumento del benessere della società, dall'altro è necessario considerare i problemi che potrebbero scaturire.

Gli economisti della Commissione europea hanno pubblicato uno studio dal titolo "L'impatto economico dell'invecchiamento della popolazione nei 25 paesi membri" in cui emerge che entro il 2050 per ogni pensionato ci saranno solo due persone ancora attive dal punto di vista lavorativo. Secondo le proiezioni, tra il 2004 e il 2050 diminuirà del 18% il numero dei giovani (0-14 anni) e del 16% la popolazione "attiva" (15-64 anni) mentre aumenteranno del 77% gli ultrasessantenni (più 58 milioni).

Le conseguenze principali si rifletteranno dunque sull'economia a causa del maggior esborso per le pensioni e per le spese sanitarie.
  MA LA POLITICA COSA FA?

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ISTAT : Aumenta il numero dei "rassegnati"
By Raffaella on 19/06/2007 6.47

istat.gif da Armando Rinaldi

L'Istat segnala un nuovo calo della disoccupazione ma, questa volta, bontà sua segnala il preoccupante aumento del numero di coloro che non cercano più lavoro perché convinti di non avere possibilità di trovarlo. Come più volte comunicato ai nostri Associati nel periodo 1995-2005 gli "scoraggiati" sono passati dal 550.000 a 1.250.000. Non abbiamo i dati aggiornati al 2006 ma possiamo solo supporre che il numero sia aumentato ancora. Dato che gli "scoraggiati" non vengono sommati al dato Istat sui disoccupati ci domandiamo quale valore effettivo possa essere riconosciuto a tale dato. Infine, analizzando il dato "fasullo" relativo al numero dei disoccupati emerge ancora una volta che le donne sono ampiamente in testa alla classifica, con buona pace della Bonino che invece di preoccuparsi del disadattamento di una over60 in pensione potrebbe dedicare la sua attenzione alle giovani donne che questa società emargina in modo vergognoso

 

 

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La Sig. Gina della Bonino... e le altre signore? quelle che sono lontane/lontanissime dalla pensione e non trovano lavoro?
By Raffaella on 19/06/2007 5.35

inps.jpgda Armando Rinaldi

Ancora una volta Emma Bonino, tuttologa del Partito Radicale - Rosa nel Pugno è tornata con una lunga intervista rilasciata alla Repubblica su uno dei tanti temi che le stanno a cuore: il tema del prolungamento ai 65 anni dell'età pensionabile per le donne. Nulla di soprendente. Da anni Emma Bonino e i Radicali affiancano ad alcune battaglie benemerite in materia di diritti civili "sconfinamenti" in settori dell'economia e del welfare dei quali faremo volentieri a meno. Nella sua intervista la Bonino si preoccupa per le donne 60enni costrette a rintanarsi in casa, non realizzate, depresse per questo odioso sistema che le ha costrette ad andare in pensione. Una tesi quanto meno curiosa se si considera che uno dei problemi principali del nostro paese non è quello di trattenere ulteriormente al lavoro le donne over60 quanto quello di offrire un lavoro alle over20-30-40. Bisogna dire che quando ci preoccupiamo di nuovi possibili interventi sulla disoccupazione ci vengono in mente personaggi come Dini, Amato, Prodi, D'Alema, Fassino e rischiamo spesso di dimenticare i "talebani" più accesi nel voler rimettere in discussione le norma già pesantemente penalizzanti: appunto la brigata Radicale.

 

Questo è l'articolo della Bonino su Repubblica del 19 giugno 2007

SE LA SIGNORA GINA VUOL LAVORARE ANCORA

Caro direttore, il tema delle pensioni nasconde molte realtà diverse ponendo un problema di equità sociale, dal lavoratore del pubblico impiego all'operaio dell'industria pesante, dal pensionato che non riesce a raggiungere il minimo pensionistico alla donna casalinga. In questo contesto complesso e variegato vorrei che mantenessimo un occhio di riguardo anche per la signora Gina. Il nome è di fantasia, mala situazione che descrivo è molto reale.
La signora Gina ha sempre lavorato, ha figli ormai grandi, sta per compiere sessant'anni. In teoria può optare per mantenere il posto di lavoro.
Ma le pressioni perché "torni a casa" e si occupi della famiglia sono piuttosto forti. Non è contenta di andare in pensione, la signora Gina, per almeno tre ragioni.
1) Innanzitutto perché vuole continuare a far parte del mondo del lavoro. Non le dispiacerebbe fare qualcosa di diverso, avere più tempo libero attraverso forme di part-time, magari riqualificarsi (la vita è ancora lunga, le statistiche le dicono che può sperare di godere almeno di altri 15 anni di buona salute), ma sa bene che in Italia quando si è fuori si è fuori; per ...

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AICCRE : tavola rotonda su LAVORO, VALORE PRIORITARIO
By Raffaella on 16/06/2007 6.33

su segnalazione di Walter

AICCRE.jpgL'8 giugno si è tenuta una tavola rotonda a Roma

I lavoratori over 55 sono un patrimonio da valorizzare, soprattutto in una  società competitiva che sembra aver rimosso i valori umani e professionali  legati all'esperienza. Il Convegno dell'AICCRE.    Si è svolta oggi a Roma la tavola rotonda organizzata dall'AICCRE,  incentrata sulle potenzialità di sviluppo dei lavoratori over 55 nel mercato  del lavoro italiano ed europeo.  I lavori sono stati moderati da Paolo  Butturini, Consigliere Nazionale della FNSI. La prima a prendere la parola è  stata Rosa Rinaldi, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e Vicepresidente  dell'AICCRE: "oggi il lavoro ha perso la sua capacità di professionalizzare  i lavoratori, che non sono più considerati una risorsa, ma vengono  inquadrati solo in un'ottica di ottimizzazione dei costi"; il  Sottosegretario ha affermato anche che per uscire da questa situazione: "Il  legislatore dovrà intervenire su tre elementi principali: l'esperienza, la  professionalità e l'età dei lavoratori". E' intervenuto poi Ugo Balzametti  della FISAC CGIL, che ha messo in rilievo come: "Le aziende devono  impegnarsi a sviluppare un concetto di flessibilità "umana", vissuta ed  agita in profondità, puntando su una formazione continua dei lavoratori,  anche over 55".

 

Dario Visconti, Vicepresidente UEAPME (Artigianato e Piccole  medie imprese), ha sostenuto che: "L'80% delle aziende italiane, vale a dire  tutte le micro e piccole-medie imprese, non soffre del problema del "mal di  licenziamento" degli over 55". Grazia Binchi della UIL, ha sottolineato che:  "Il Paese si sta impoverendo, perché non riesce a valorizzare le preziose

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Lettere del Presdente ATDAL alla politica e ai media
By Raffaella on 07/06/2007 23.17

contatti.jpgAll'Onorevole Maroni

Egregio Onorevole Maroni,

ho preso la decisione di scriverLe dopo averLa vista per l'ennesima volta ieri sera in TV nella trasmissione Matrix. Da tempo non reggo più qualsiasi trasmissione affollata da politici che parlano ormai  solo a se stessi e, soprattutto, ascoltano solo se  stessi. Svariando con il telecomando sono finito su Matrix e ho colto che l'argomento era per l'ennesima volta quello delle pensioni. Ho osservato attentamente la Sua faccia,quell'eterno sorriso un po' da presa in giro e, dato che sono forse uno dei pochi italiani che mantiene una memoria storica, ho rivisto la Sua faccia quando, ancora Ministro del Lavoro, rispondeva categoricamente a Bruno Vespa che le pensioni di anzianità non si sarebbero toccate dato che l'età media di pensionamento in Italia era praticamente in linea con il resto d'Europa. Lei diede anche dei dati precisi: 59,4 anni in Italia contro i 59,7 della media europea. Poi evidentemente cambiò idea vista la Sua riforma che arrivo di lì a poco.

Lei è stato per 5 anni Ministro del Lavoro e certamente è al corrente del fatto che da anni molte imprese hanno svecchiato i propri organici buttando letteralmente sulla strada centinaia di migliaia di lavoratori in età matura che ben difficilmente hanno potuto ricollocarsi in ragione dell'età. Molti di questi disoccupati non sanno più a che Santo votarsi per mantenere se stessi e la propria famiglia, quella famiglia che interessa ai politici solo quando devono armare una delle tante manovre opportunistiche. Molti di questi disoccupati vantano decenni di versamenti contributivi ma, senza lavoro e senza reddito sono costretti ad attendere la maturazione dell'età anagrafica per ottenere quella pensione che può rappresentare l'unica fonte di reddito.

 Lei tutte queste cose le sa bene così come sa che durante il Suo mandato la Commissione Lavoro del Senato ha approvato alla unanimità un documento nel quale si riconosce la gravità del fenomeno della disoccupazione in età matura e si sollecitano urgenti interventi legislativi. Poiché Lei sa tutte queste cose è troppo chiederLe, quando difende la Sua riforma e lo scalone del 2008, di evitare di mostrarci il Suo sorriso soddisfatto. Lo faccia pensando a qualche centinaia di migliaia di madri e padri di famiglia che vivono in una condizione che lascia poco spazio al sorriso.

La ringrazio, distinti saluti.

 Armando Rinaldi Presidente Atdal Over40

contatti.jpgAlla redazione della trasmissione di Rai 3 "Cominciamo bene"

Gentili Signori, sono Armando Rinaldi Presidente dell'Associazione  non-pr ...

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Contratti, salario minimo e fisco. "Ecco come superare il precariato"
By Raffaella on 02/06/2007 23.19

festivalEconomia.gif                                    La proposta presentata al Festival dell'Economia di Trento dall'economista  Pietro Garibaldi

fonte: dall'inviato di Repubblica 2 giugno 2007

(Pietro Garibaldi: Docente di Economia politica all'Università di Torino, è direttore del Collegio Carlo Alberto e responsabile degli studi sul lavoro della Fondazione Debenedetti. Docente della Bocconi fino al 2005, è stato consigliere economico del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel 2004 e 2005. Dal 1996 al 1999 ha lavorato come economista nel Dipartimento di ricerca del Fondo Monetario Internazionale. I suoi principali interessi sono nel campo della  macroeconomia e del mercato del lavoro)

- Contratti a tempo indeterminato per tutti, dopo un periodo di prova di sei mesi e uno di inserimento di tre anni, salario minimo di 826 euro al mese, contributi previdenziali al 33 per cento: è la proposta presentata oggi al Festival dell'Economia di Trento da Pietro Garibaldi, professore di economia all'Università di Torino, direttore del Collegio Carlo Alberto ed economista della Voce.info, per superare l'attuale fase di 'precarizzazione' del mercato del lavoro, che ha come effetto riflesso quello del freno della produttività e quindi di rallentamento del sistema Paese.

Dal '96 a oggi sono stati creati circa 2,5 milioni di posti di lavoro, una crescita che ha fatto quasi gridare al miracolo e che ha permesso al tasso di disoccupazione di scendere in 10 anni dal 12 al 7 per cento. Nella realtà non c'è stato alcun miracolo: il 60 per cento di questi nuovi posti di lavoro sono 'atipici', vale a dire 32 per cento in part-time permanente, 14 per cento a tempo determinato e per il 13 per cento sono forme di collaborazione. Le conseguenze sociali e umane di un contratto atipico sono state ampiamente denunciate negli anni da sindacati e lavoratori: carenza di prospettive, di motivazione, salari bassi, precarietà del lavoro che si traduce in precarietà dell'esistenza.

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Riduzioni pericolose
By Raffaella on 02/06/2007 0.02

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Riduzioni pericolose

Mente&Cervello, Maggio 2007, n. 29
Ridurre il personale di un'azienda per renderla più snella e competitiva è una strategia razionale e sempre più diffusa. Ma trascura i meccanismi psicologici che spesso ne determinano il fallimento. Di Giada Nicolini

A partire dagli anni ottanta, il downsizing, ovvero l'eliminazione pianificata di alcune posizioni o funzioni aziendali, è apparso come l'esito inevitabile del mercato globale, nel quale per rimanere competitivi bisogna operare continui aggiustamenti dei prodotti, dei servizi e del costo del lavoro. Con questa scelta strategica, i dirigenti delle aziende si aspettano di ottenere benefici come la riduzione degli sprechi, la diminuzione della burocrazia, una maggior rapidità del processo decisionale, una comunicazione più agile, un comportamento più «imprenditoriale» e maggiore produttività: insomma, si aspettano di rendere la loro azienda più competitiva rispetto ai concorrenti.
Purtroppo è un obiettivo che viene raramente raggiunto. Secondo un'indagine della Society of Human Resource Management della fine degli anni ottanta, oltre il 50 per cento delle aziende ristrutturate ha riferito che la produttività era rimasta stagnante o addirittura diminuita.
Uno studio dell'Università del Wisconsin a Milwaukee ha rilevato che, sebbene quasi metà delle prime 1000 aziende incluse nella lista della rivista «Fortune» avessero proceduto a ridimensionamenti tra il 1985 e il 1990, meno del 50 per cento aveva raggiunto gli obiettivi prefissati di taglio dei costi. Un'analisi di 500 aziende su un arco di 12 anni effettuata nel 1997 all'Università del Colorado a Denver ha mostrato che le imprese che si erano ridimensionate non erano più redditizie delle altre. E nemmeno il valore delle azioni sembra trarne vantaggio: una ricerca della Watson Wyatt Worldwide del 1995 ha rilevato che solo un'impresa su cinque tra quelle ristrutturate aveva fatto aumentare i guadagni degli azionisti.

La versione integrale dell'articolo si trova su M&C Maggio 2007

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Lazio: avviso pubblico per un percorso di formazione gratuito per 10 neo-imprenditrici
By Raffaella on 01/06/2007 14.06

mentoring.gifDieci neo-imprenditrici avranno la possibilità di essere ammesse ad un percorso di formazione gratuito, seguite da un mentore che metterà a loro disposizione esperienza, competenze e reti di relazione. Si chiama mentoring  (cliccate qui)  ed è un'iniziativa presentata nei padiglioni del Forum PA da Bic Lazio e Retecamere.

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lavoro o pettegolezzo ?
By Raffaella on 25/05/2007 3.04

articoloLavoro.gif

 

 

L'articolo di un nostro socio pubblicato su Lavoro e Carriere e la risposta del suo direttore ... per scaricare l'articolo cliccate qui

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Over 45 si parte: come cercare un nuovo lavoro
By Raffaella on 15/05/2007 7.29

...... dopo le esperienze di  ATDAL  con lo sportello al XVII Municipio, realizzato da soci volontari, ecco la nascita di altre iniziative    

Colgo l'occasione per ringraziare  i soci volontari che a Roma hanno dato vita regolarmente allo sportello ATDAL e hanno evidenziato la necessità di un supporto dedicato ai lavoratori Over40, grazie a: 

 Margherita, Marco, Alfio, Maria, Pina, Isabella, Giuseppe, Annarita, Giovanni, Sonia, Cristina, Aurelio, Walter, Luciano, Donatella, Antonio  e Francesca

da RomaLavoro

Over 45 si parte: come cercare un nuovo lavoro


Pubblicizzato attraverso una campagna di affissioni, uscite sui media e la spedizione di 1.500 lettere destinate a un campione rappresentativo, è partito il progetto di orientamento al lavoro per le fasce degli over 45. Nei COL Vignali e Tiburtino sono già arrivati i primi utenti. Diversi i percorsi, diverse le esigenze. C’è chi vuole rimettersi a studiare, riaprendo il percorso formativo. E chi ha solo bisogno di acquistare fiducia e trovare il modo migliore per mostrare di quanta esperienza è portatore.

Gli over 45 romani hanno ora uno specifico servizio di orientamento nella ricerca di un lavoro. E’ stato avviato da una precisa scelta politica dell’amministrazione capitolina e attuato attraverso il Dipartimento XIV e l’Assessorato per le Politiche per lo Sviluppo Locale, la Formazione e il Lavoro. Con il progetto europeo Laps and Raps (Local Action Plans and Regional Action Plans), Roma quest’anno dedica un’attenzione particolare ad una categoria di lavoratori considerata “difficile”, perchè spesso trascurata dalle dinamiche della mobilità, del reinserimento lavorativo e della formazione continua.

Due mesi fa, Roma Lavoro News aveva anticipato che sarebbe nato il nuovo servizio – che è bene ribadire non funge da collocamento dei disoccupati “maturi”, ma soltanto come sportello di orientamento al lavoro. Il nuovo sportello è stato preceduto da una capillare pubblicizzazione, attraverso una campagna di affissioni, uscite sui media e la spedizione di 1.500 lettere destinate a un campione rappresentativo (secondo indicazioni Istat) della fascia di lavoratori che si vuole interessare.

Per i due COL coinvolti nel progetto, il Vignali e il Tiburtino, si tratta quindi di dedicarsi con un’attenzione specifica a quella fascia di donne e uomini di mezza età – spesso con delle responsabilità familiari e una serie di competenze rese obsolete dalle trasformazioni dei processi produttivi – per i quali perdere il lavoro significa ritr ...

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