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   Blog Over 40 Riduci
Autore: Raffaella Creato: 09/02/2007 23.34
Il Blog è un luogo di incontro per quei lavoratori "maturi" siano essi dipendenti o autonomi, espulsi dal mercato del lavoro o che vedono a rischio la conservazione della loro occupazione. Lavoratori le cui possibilità di ricollocazione nel ciclo produttivo sono difficili o praticamente inesistenti. Scriveteci...

Da Raffaella il 06/07/2007 21.36

 

contatti.jpg

 

(chi avesse avesse voglia, come ha cercato di fare Antonio,  di spiegare al Ministro  come è la vita,  non da Onorevole o Ministro, ma quella REALE  può scrivere alla Sig.a Emma Bonino all'indirizzo e.bonino@radicali.it )

LA MAIL DI ANTONIO

Gent.mo Ministro alle Politiche comunitarie, ho avuto modo di leggere il suo commento sullo scalone:"Spendere tra i 5-7 miliardi per un problema che riguarda 120 mila persone é una follia». La sua dichiarazione ha letteralmente sconcertato, le assicuro,non poche persone! Innanzitutto le ricordo il Programma dell'Unione e faccio un semplice appello alla COERENZA di quanto promesso ovvero la sua totale abolizione in quanto anticostituzionale e discriminatorio ! Le 120 mila personesono padri e madri di famiglia che hanno lavorato anche per 35 anni(!) ed ora si trovano in situazioni anche molto critiche, magari SENZA LAVORO e certamente con figli da mantenere per gli studi, per pagare il mutuo, per pagare l'affitto... Ma CHI, secondo lei, di questi 120 mila, avendo un lavoro lo lascerà veramente  per andare in pensione ??? Credo NESSUNO ! Vorrà andare in pensione solo chi è in una situazione disperata e NON PUO' ricollocarsi perchè over50...questa è la realtà ! E lei vorrebbe condannare e mandare al patibolo 120 mila persone che dovrebbero pagare per tutti e andare in rovina, magari senza stipendio e senza prospettive...dopo 35 anni di sacrifici !!!??? E una vergogna ! QUESTA SI' SAREBBE UNA FOLLIA !!! E che ne è dell'inatteso extragettito ? E delle maggiori contribuzioni di tutti i lavoratori  e  anche dei precari ??? Tutti elementi che "facilitano" l'abolizione dello scalone...che doveva comunque essere eliminato DA PROGRAMMA anche senza questi elementi migliorativi...! Mi domando su che basi l'Unione aveva deciso l'eliminazione... E' ormai chiaro che la strada da intraprendere è quella di lasciare i 57 e 35 ed introdurre incentivi per chi rimane al lavoro. Eventuali fondi non sono da recuperare attraverso il sacrificio di 120 mila persone !!! NON è serio, non è giusto, non è umano, è una decisione assolutista e discriminatoria ! Perdoni lo sfogo ma, reputandola una persona intelligente e sensibile, non riesco veramente a comprendere questo accanimento ingiustificato su una minoranza innocente e colpevole solo di avere una particolare età anagrafica ! Spero veramente che lei possa rivedere seriamente il suo punto di vista facendosi anche portavoce di una maggiore giustizia

Cordiali saluti Antonio  

LA RISPOSTA DELLA BONINO

buongi ... Leggi tutto »

Da Raffaella il 06/07/2007 21.15

all'indirizzo di seguito riportato è possibile esprimere il proprio voto a favore o contro l'eliminazione dello "scalone" che porta, a partire dal 2008, l'età pensionabile a 60 anni.

http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/sondaggiopensioniscalone0407.html


VOTO_SCALONE.gif

Da Raffaella il 03/07/2007 8.34

                                festaacli.jpg                               

 

Domenica 8 luglio in piazza Damiano Sauli (zona Garbatella) a partire dalle ore 19 siete tutti invitati a «Vite in festa», festa delle Acli di Roma, della famiglia e degli immigrati.

Parteciperà l'Associazione ATDAL con un suo stand.

http://www.acliroma.it:80/interna.asp?ID_NOTIZIA=852

 

 

 Le Acli di Roma offriranno a tutti i presenti porchetta, kebab, cocomero e torte

Da Raffaella il 25/06/2007 4.01

Le invio la mia testimonianza.

Sono disoccupato dal 1992 per la messa in liquidazione dell'impresa edile.

Avevo 50 anni ed ho cercato di adeguarmi, sempre e comunque, alle opportunità che il mercato mi offriva, comunque limitate. Nessun aiuto da Stato, Regione, Provincia, Comune verso i quali ho mantenuto tutti gli oneri ma nessun diritto. Idem dal sindacato, non appartengo a nessuna categoria, non esisto.

 I datori di lavoro, se ti considerano, è per ridurre al minimo le già scarse spettanze. Le agenzie interinali poi, se accettano il curriculum, lo fanno per avere un iscritto in più. Per merito di Atdal Over40 si cerca di fare qualcosa ma, visti i tempi, anche da questo sarò escluso. L'obiettivo è sopravvivere fino a 65 anni per la pensione maturata fino al 1992.

bannerATDAL1.gif

la lettera ci da lo spunto per riflettere su dati allarmanti :

In Italia il tasso di occupazione degli italiani di età compresa tra i 50 e i 64 anni è del 38% contro il 72% degli svedesi e il 65% dei danesi. Dati che diventano ancora più allarmanti se si prendono in considerazione le statistiche sull'invecchiamento della popolazione europea.

Secondo i dati Eurispes, nel 2004 su cento persone con un'età compresa tra i 55 e i 64 anni in Italia lavoravano soltanto in 31, contro i 41 della Francia, i 43 della Germania, i 57 del Regno Unito e le oltre 70 persone della Svezia. Cifre che evidenziano come gli over 50 non siano più considerati una risorsa nel nostro paese.

L'Italia si colloca al primo posto della classifica e i 25 paesi con la popolazione più anziana nel mondo (escluso il Giappone) sono nel Vecchio continente, 18 dei quali fanno parte dell'Unione europea. Se da una parte una maggiore prospettiva di vita è un dato positivo perché indica l'aumento del benessere della società, dall'altro è necessario considerare i problemi che potrebbero scaturire.

Gli economisti della Commissione europea hanno pubblicato uno studio dal titolo "L'impatto economico dell'invecchiamento della popolazione nei 25 paesi membri" in cui emerge che entro il 2050 per ogni pensionato ci saranno solo due persone ancora attive dal punto di vista lavorativo. Secondo le proiezioni, tra il 2004 e il 2050 diminuirà del 18% il numero dei giovani (0-14 anni) e del 16% la popolazione "attiva" (15-64 anni) mentre aumenteranno del 77% gli ultrasessantenni (più 58 milioni).

Le conseguenze principali si rifletteranno dunque sull'economia a causa del maggior esborso per le pensioni e per le spese sanitarie.
  MA LA POLITICA COSA FA?

Da Raffaella il 19/06/2007 6.47

istat.gif da Armando Rinaldi

L'Istat segnala un nuovo calo della disoccupazione ma, questa volta, bontà sua segnala il preoccupante aumento del numero di coloro che non cercano più lavoro perché convinti di non avere possibilità di trovarlo. Come più volte comunicato ai nostri Associati nel periodo 1995-2005 gli "scoraggiati" sono passati dal 550.000 a 1.250.000. Non abbiamo i dati aggiornati al 2006 ma possiamo solo supporre che il numero sia aumentato ancora. Dato che gli "scoraggiati" non vengono sommati al dato Istat sui disoccupati ci domandiamo quale valore effettivo possa essere riconosciuto a tale dato. Infine, analizzando il dato "fasullo" relativo al numero dei disoccupati emerge ancora una volta che le donne sono ampiamente in testa alla classifica, con buona pace della Bonino che invece di preoccuparsi del disadattamento di una over60 in pensione potrebbe dedicare la sua attenzione alle giovani donne che questa società emargina in modo vergognoso

 

 

Da Raffaella il 19/06/2007 5.35

inps.jpgda Armando Rinaldi

Ancora una volta Emma Bonino, tuttologa del Partito Radicale - Rosa nel Pugno è tornata con una lunga intervista rilasciata alla Repubblica su uno dei tanti temi che le stanno a cuore: il tema del prolungamento ai 65 anni dell'età pensionabile per le donne. Nulla di soprendente. Da anni Emma Bonino e i Radicali affiancano ad alcune battaglie benemerite in materia di diritti civili "sconfinamenti" in settori dell'economia e del welfare dei quali faremo volentieri a meno. Nella sua intervista la Bonino si preoccupa per le donne 60enni costrette a rintanarsi in casa, non realizzate, depresse per questo odioso sistema che le ha costrette ad andare in pensione. Una tesi quanto meno curiosa se si considera che uno dei problemi principali del nostro paese non è quello di trattenere ulteriormente al lavoro le donne over60 quanto quello di offrire un lavoro alle over20-30-40. Bisogna dire che quando ci preoccupiamo di nuovi possibili interventi sulla disoccupazione ci vengono in mente personaggi come Dini, Amato, Prodi, D'Alema, Fassino e rischiamo spesso di dimenticare i "talebani" più accesi nel voler rimettere in discussione le norma già pesantemente penalizzanti: appunto la brigata Radicale.

 

Questo è l'articolo della Bonino su Repubblica del 19 giugno 2007

SE LA SIGNORA GINA VUOL LAVORARE ANCORA

Caro direttore, il tema delle pensioni nasconde molte realtà diverse ponendo un problema di equità sociale, dal lavoratore del pubblico impiego all'operaio dell'industria pesante, dal pensionato che non riesce a raggiungere il minimo pensionistico alla donna casalinga. In questo contesto complesso e variegato vorrei che mantenessimo un occhio di riguardo anche per la signora Gina. Il nome è di fantasia, mala situazione che descrivo è molto reale.
La signora Gina ha sempre lavorato, ha figli ormai grandi, sta per compiere sessant'anni. In teoria può optare per mantenere il posto di lavoro.
Ma le pressioni perché "torni a casa" e si occupi della famiglia sono piuttosto forti. Non è contenta di andare in pensione, la signora Gina, per almeno tre ragioni.
1) Innanzitutto perché vuole continuare a far parte del mondo del lavoro. Non le dispiacerebbe fare qualcosa di diverso, avere più tempo libero attraverso forme di part-time, magari riqualificarsi (la vita è ancora lunga, le statistiche le dicono che può sperare di godere almeno di altri 15 anni di buona salute), ma sa bene che in Italia quando si è fuori si è fuori; per ...
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Da Raffaella il 16/06/2007 6.33

su segnalazione di Walter

AICCRE.jpgL'8 giugno si è tenuta una tavola rotonda a Roma

I lavoratori over 55 sono un patrimonio da valorizzare, soprattutto in una  società competitiva che sembra aver rimosso i valori umani e professionali  legati all'esperienza. Il Convegno dell'AICCRE.    Si è svolta oggi a Roma la tavola rotonda organizzata dall'AICCRE,  incentrata sulle potenzialità di sviluppo dei lavoratori over 55 nel mercato  del lavoro italiano ed europeo.  I lavori sono stati moderati da Paolo  Butturini, Consigliere Nazionale della FNSI. La prima a prendere la parola è  stata Rosa Rinaldi, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e Vicepresidente  dell'AICCRE: "oggi il lavoro ha perso la sua capacità di professionalizzare  i lavoratori, che non sono più considerati una risorsa, ma vengono  inquadrati solo in un'ottica di ottimizzazione dei costi"; il  Sottosegretario ha affermato anche che per uscire da questa situazione: "Il  legislatore dovrà intervenire su tre elementi principali: l'esperienza, la  professionalità e l'età dei lavoratori". E' intervenuto poi Ugo Balzametti  della FISAC CGIL, che ha messo in rilievo come: "Le aziende devono  impegnarsi a sviluppare un concetto di flessibilità "umana", vissuta ed  agita in profondità, puntando su una formazione continua dei lavoratori,  anche over 55".

 

Dario Visconti, Vicepresidente UEAPME (Artigianato e Piccole  medie imprese), ha sostenuto che: "L'80% delle aziende italiane, vale a dire  tutte le micro e piccole-medie imprese, non soffre del problema del "mal di  licenziamento" degli over 55". Grazia Binchi della UIL, ha sottolineato che:  "Il Paese si sta impoverendo, perché non riesce a valorizzare le preziose Leggi tutto »

Da Raffaella il 07/06/2007 23.17

contatti.jpgAll'Onorevole Maroni

Egregio Onorevole Maroni,

ho preso la decisione di scriverLe dopo averLa vista per l'ennesima volta ieri sera in TV nella trasmissione Matrix. Da tempo non reggo più qualsiasi trasmissione affollata da politici che parlano ormai  solo a se stessi e, soprattutto, ascoltano solo se  stessi. Svariando con il telecomando sono finito su Matrix e ho colto che l'argomento era per l'ennesima volta quello delle pensioni. Ho osservato attentamente la Sua faccia,quell'eterno sorriso un po' da presa in giro e, dato che sono forse uno dei pochi italiani che mantiene una memoria storica, ho rivisto la Sua faccia quando, ancora Ministro del Lavoro, rispondeva categoricamente a Bruno Vespa che le pensioni di anzianità non si sarebbero toccate dato che l'età media di pensionamento in Italia era praticamente in linea con il resto d'Europa. Lei diede anche dei dati precisi: 59,4 anni in Italia contro i 59,7 della media europea. Poi evidentemente cambiò idea vista la Sua riforma che arrivo di lì a poco.

Lei è stato per 5 anni Ministro del Lavoro e certamente è al corrente del fatto che da anni molte imprese hanno svecchiato i propri organici buttando letteralmente sulla strada centinaia di migliaia di lavoratori in età matura che ben difficilmente hanno potuto ricollocarsi in ragione dell'età. Molti di questi disoccupati non sanno più a che Santo votarsi per mantenere se stessi e la propria famiglia, quella famiglia che interessa ai politici solo quando devono armare una delle tante manovre opportunistiche. Molti di questi disoccupati vantano decenni di versamenti contributivi ma, senza lavoro e senza reddito sono costretti ad attendere la maturazione dell'età anagrafica per ottenere quella pensione che può rappresentare l'unica fonte di reddito.

 Lei tutte queste cose le sa bene così come sa che durante il Suo mandato la Commissione Lavoro del Senato ha approvato alla unanimità un documento nel quale si riconosce la gravità del fenomeno della disoccupazione in età matura e si sollecitano urgenti interventi legislativi. Poiché Lei sa tutte queste cose è troppo chiederLe, quando difende la Sua riforma e lo scalone del 2008, di evitare di mostrarci il Suo sorriso soddisfatto. Lo faccia pensando a qualche centinaia di migliaia di madri e padri di famiglia che vivono in una condizione che lascia poco spazio al sorriso.

La ringrazio, distinti saluti.

 Armando Rinaldi Presidente Atdal Over40

contatti.jpgAlla redazione della trasmissione di Rai 3 "Cominciamo bene"

Gentili Signori, sono Armando Rinaldi Presidente dell'Associazione  non-pr ... Leggi tutto »

Da Raffaella il 02/06/2007 23.19

festivalEconomia.gif                                    La proposta presentata al Festival dell'Economia di Trento dall'economista  Pietro Garibaldi

fonte: dall'inviato di Repubblica 2 giugno 2007

(Pietro Garibaldi: Docente di Economia politica all'Università di Torino, è direttore del Collegio Carlo Alberto e responsabile degli studi sul lavoro della Fondazione Debenedetti. Docente della Bocconi fino al 2005, è stato consigliere economico del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel 2004 e 2005. Dal 1996 al 1999 ha lavorato come economista nel Dipartimento di ricerca del Fondo Monetario Internazionale. I suoi principali interessi sono nel campo della  macroeconomia e del mercato del lavoro)

- Contratti a tempo indeterminato per tutti, dopo un periodo di prova di sei mesi e uno di inserimento di tre anni, salario minimo di 826 euro al mese, contributi previdenziali al 33 per cento: è la proposta presentata oggi al Festival dell'Economia di Trento da Pietro Garibaldi, professore di economia all'Università di Torino, direttore del Collegio Carlo Alberto ed economista della Voce.info, per superare l'attuale fase di 'precarizzazione' del mercato del lavoro, che ha come effetto riflesso quello del freno della produttività e quindi di rallentamento del sistema Paese.

Dal '96 a oggi sono stati creati circa 2,5 milioni di posti di lavoro, una crescita che ha fatto quasi gridare al miracolo e che ha permesso al tasso di disoccupazione di scendere in 10 anni dal 12 al 7 per cento. Nella realtà non c'è stato alcun miracolo: il 60 per cento di questi nuovi posti di lavoro sono 'atipici', vale a dire 32 per cento in part-time permanente, 14 per cento a tempo determinato e per il 13 per cento sono forme di collaborazione. Le conseguenze sociali e umane di un contratto atipico sono state ampiamente denunciate negli anni da sindacati e lavoratori: carenza di prospettive, di motivazione, salari bassi, precarietà del lavoro che si traduce in precarietà dell'esistenza.

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