Inviato da:
Raffaella
19/03/2007 2.30
da un nostro socio :
Egregio Signor Presidente della Repubblica
Scrivo queste righe per portare a Sua conoscenza la mia situazione che è purtroppo comune a moltissime persone della mia età ed è riferita al mondo del lavoro italiano.
Ho 55 anni e lavoro, dopo la laurea, da 31 anni ed ora sto sperimentando sulla mia pelle cosa vuol dire essere espulsi dal mondo del lavoro ed essere completamente abbandonati a se stessi.
La mia personale disavventura è cominciata 10 anni fa (avevo allora 45 anni) quando la Società multinazionale in cui lavoravo da 8 anni come Dirigente mi invitava ad andarmene per poter far spazio ai giovani. Superato lo smarrimento iniziale mi sono riciclato come consulente in un’altra Società (mi avevano detto "non vorrà fare il dipendente alla sua età!") per altri 3 anni. Dopo di che, grazie alle mie conoscenze personali, sono riuscito a farmi assumere come Quadro in una grande Società francese nelle vicinanze di Milano. Ben presto questa Società è precipitata in una crisi molto profonda e nel 2002 io ed altri 350 "vecchietti" siamo stati licenziati e messi in mobilità per 3 anni.
I primi due anni li ho passati molto tristemente a lavorare in "nero" per una media Azienda, sempre di Milano (il nero equivaleva a circa 750€ al mese ed era prendere o lasciare) poi nel 2005 il miracolo: un’ Azienda di Roma mi ha assunto, sempre come Quadro, per la sede di Milano. Miracolo di breve durata: anche qui dopo qualche mese iniziava la crisi che si traduceva in stipendi e note spese non pagati e nel febbraio 2006 nel licenziamento di quasi tutti noi tramite e-mail (probabilmente non avevano il coraggio di farlo di persona).
Il 2006 l’ho passato tra avvocati (per recuperare stipendi e liquidazione arretrati), giudici (per fare causa all’Azienda) e ricorsi all’INPS (per cercare almeno di avere l’indennità di disoccupazione). I risultati sono stati i seguenti:
gli arretrati sono riuscito a recuperarli; la causa è tuttora ferma (dopo quasi un anno) perché la prima volta la Società non si è presentata in Tribunale e dopo essere stata convocata d’ufficio per l’interrogatorio formale il Giudice è andato in pensione provocando il congelamento delle cause in corso, tra cui la mia; l’Ufficio del Lavoro di Milano pensando di fare la cosa più giusta per me mi ha fatto fare domanda per tornare in mobilità e finire il periodo che mi mancava, l’INPS ha accolto, in prima istanza, la mia domanda e dopo 5 mesi mi ha avvisato che non avevo diritto alla mobilità, ma solo alla disoccupazione ordinaria, che però andava richiesta entro 68 giorni dal licenziamento per cui non avevo più diritto a nulla.
Nel frattempo ho scritto e contattato più di 100 Società con un’unica risposta: sei troppo vecchio per lavorare anche come consulente.
Ora mi sono accorto che come me ci sono moltissime altre persone che hanno dato molto al Paese in termini di lavoro, tasse ed esperienza e che ora sono emarginate completamente ed abbandonate al loro destino. Ci sono moltissime persone che potrebbero dare molto sia come lavoro che come esperienza che ora, sono costretto ad ammettere, hanno bisogno di aiuto per rientrare in una vita normale che viene loro negata.
Purtroppo stiamo andando verso uno scenario fatto in parte da una minoranza di Manager, anche attempati, che hanno stipendi favolosi, in parte da una minoranza di giovani trentenni arroganti e lanciatissimi nelle carriere, da una maggioranza di giovani con stipendi da fame e senza avvenire e da una parte di ultra quarantacinquenni considerati ormai a tutti gli effetti spazzatura umana.
Io e altri non abbiamo nessuna intenzione di fare i pensionati perché sembra assurdo per chi si sente giovane essere considerato un vecchio senza nessuna voglia di fare qualcosa di costruttivo e d’altra parte non possiamo lavorare in un sistema che di fatto ci ha espulsi, però io mi continuo a chiedere se non sia possibile che da qualche parte (vedi pubblica amministrazione, mondo politico, polizia od altro) non ci sia la necessità di avere persone competenti e con esperienza che farebbero il loro lavoro con voglia ed entusiasmo.
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Riassumo la risposta scritta della Presidenza della Repubblica a firma di Pietro Lucchetti.
ho letto con molto interesse la sua mail e desidero ringraziarla per le sue parole ... Anche la sua voce rappresenta una testimonianza preziosa per chi lavora nelle istituzioni e contribuisce a renderle più vicine ai cittadini... Le sue riflessioni sul problema della riconversione professionale ......................e gli ostacoli che lei ha incontrato acquistano una rilevanza ed un significato che li trascende e lei si fa interprete di una situazione di crescente disagio sociale e di difficoltà nel mondo del lavoro, che accomuna i paesi industrializzati. Le posso assicurare che a queste dinamiche apportatrici di fratture generazionali non manca di indirizzarsi la costante considerazione del Presidente della Repubblica.
Nel formulare l'augurio e la speranza che il 2007 le porti maggior fortuna mi è gradito formulare...
INDIRIZZI UTILI PER SCRIVERE ALLE ISTITUZIONI
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
00100 Roma
Sen. Franco Marini
Presidente del Senato della Repubblica
Palazzo Madama
00100 Roma
On. Fausto Bertinotti
Presidente della Camera dei Deputati
Piazza del Parlamento 24
00100 Roma
On. Cesare Damiano
Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
Via Veneto 56
00187 Roma
Sen. Tiziano Treu
Presidente Commissione Lavoro del Senato
Palazzo Madama
00100 Roma
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8 commenti...
Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
Non ci sono parole migliori per fotografare la reale situazione del mondo del lavoro in Italia. Perdonatemi mi ritengo "squallida" la risposta delle autorità, che come al solito se ne fregano perchè loro una poltrona ce l'hanno e cercano di tenersela ben stretta... tra l'altro con stipendi da favola ed età non certamente giovane.
Da e.castelnuovo a
02/04/2007 13.01
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Re: Una lettera al Presidente
CARO E. CASTELNUOVO, PER FORTUNA COME ASSOCIAZIONE ABBIAMO INTERLOCUTORI A LIVELLO DI GOVERNO CHE SONO MOLTO PIU' SERI E COMPETENTI NELLE LORO RISPOSTE RISPETTO A QUANTO PUO' AVER DETTO UN SEMPLICE FUNZIONARIO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA. POSSIAMO AVERE ANCORA FIDUCIA IN QUESTE "AUTORITA" SE ANCHE UNA SOLA DELLE PROMESSE CHE CI SONO STATE FATTE VERRA' MANTENUTA
Da walterdeitinger a
05/04/2007 20.54
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Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
Ha ragione Castelnuovo, magari definire "squallida" la risposta sarà un po' brutale, ma credo che abbia centrato l'argomento. La risposta è pomposa, retorica, vuota e inutile. Ignora una questione centrale sollevata dalla lettera al Presidente: la frattura culturale (non quella generazionale introdotta sulla base di un'analisi superficiale e copiaticcia) tra chi valorizza e rispetta l'esperienza e chi, invece, mitizza e adotta in proprio gli ideali del successo personale verso gli altri ad ogni costo, del danaro guadagnato come misura del proprio valore e posizione sociale, del potere come capacità di interdizione e condizionamento degli altri, e così via. Anche l'idea che emerga un problema sociale come risvolto di un preteso conflitto generazionale non ha senso. Un problema sociale sta emergendo, è vero, ma proprio a causa dell'emarginazione sempre più massiccia di chi si spende, o si è speso per decenni, a migliorare il proprio lavoro, la propria preparazione, piuttosto che a dedicarsi da mane a sera a trovare il trucco per fregare gli altri e far quattrini.
Da paolo a
22/04/2007 19.35
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Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
STIPENDI DA FAME NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!
Come risolvere il problema salariale? Dove reperire i fondi per equiparare la retribuzione del pubblico impiego alla busta paga dei travet "europei"?
Siamo sì entrati in Europa, ma lo stipendio di un impiegato ed il suo potere d’acquisto è stato dimezzato dall'entrata in vigore dell'EURO! * Un pubblico dipendente che prima guadagnava 2.400.000 LIRE, oggi percepisce una busta paga di 1.200 Euro!
* Un chilo di pane che prima costava appena 1.000 LIRE, oggi costa 3 EURO!
Con l'EURO si è registrato un caro prezzi incontrollato, ingiustificato ed in continua escalation: il costo della vita è raddoppiato se non triplicato o addirittura quadruplicato, come in moltissimi casi!
Alcune categorie, quelle delle "buste paga", si sono impoverite, ma "altre" si sono arricchite!
Non se ne può davvero più!
I rinnovi contrattuali - proposti dalle organizzazioni sindacali di concerto con i vari governi che di volta in volta si susseguono alla guida del Paese - sono a dir poco "ridicoli"!
Ma come ridare dignità ai dipendenti della Pubblica Amministrazione senza mettere le mani in tasca agli italiani e senza incidere negativamente sul bilancio dello Stato?
Ecco la nostra proposta per portare lo stipendio di un dipendente pubblico (posizione economica di riferimento B3) dagli attuali 1.200,00 euro ad una retribuzione di 1.700,00 euro al passo con il costo della vita e secondo gli standard comunitari: abrogazione di una delle due Camere parlamentari; abrogazione delle Prefetture; abrogazione delle Province; abrogazione di enti ed uffici obsoleti; abrogazione di commissioni e sottocommissioni; abrogazione dei sottosegretari nei ministeri; abrogazione delle consulenze esterne; abrogazione del lavoro straordinario; abrogazione delle indennità “speciali”; abrogazione di distacchi e comandi; abrogazione delle spese di rappresentanza; stipendi uguali per "tutti" i lavoratori in "tutta" la Pubblica Amm.ne; mobilità inter-compartimentale; riduzione della tassazione della busta paga; tetto di 5.000,00 € per stipendi/pensioni delle più alte cariche. Aiutaci a mettere a punto questo programma, migliorando, ampliando, modificando i "nostri 15 punti"!
Basta subire! ...sù la testa!
SOSTIENI ANCHE TU LE NOSTRE PROPOSTE SU : http://statali.blogspot.com
Da http://www.statali.blogspot.com a
08/03/2008 12.26
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Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
Carissimo presidente mi scusi se vi scrivo questa lettera ma ho bisogno di vero aiuto mio marito e un detenuto si chiama Giustino Antonio e nel carecere di lecce in via paolo perrone numero 4 C.C borgo san nicola 73100 Lecce.Mio marito e stato accusato di una cosa non fatta senza prove senza niente ha preso l'ergastolo e gia sono 2 anni che nn c'e ho 2 figlie una di 8 anni e una di 15 anni sono una donna sola vado a lavorare e non posso avere la possibilità di andare da mio marito perche il viaggio e molto costoso mio marito non sopporta di stare in quel carcere di lecce mi ha detto che se non c'e una svolta si vuole Suicidare perche e un carcere meshino squallido ed io ai miei figli non voglio fargli capire ancora la sofferenza.Per favore Presidente m rivolgo a voi perche non so piu cosa fare sono una donna sola..vi prego se potreste fare qualcosa se toglieste a mio marito da li e lo faceste andare in un altro carcere pero piu vicino a noi perche noi siamo di Casoria provincia di napoli ed il viaggio e molto costoso..Vi prego non voglio che mio marito si tolga la vita a 52 anni e stato sempre un uomo buono e educato vi prego di verificare anche voi quel carcere come e Brutto! Altre persone si sono tolte la vita perche e un carcere da non sopravvivere vi prego accogliete questa mia lettera non lo fate per me ma fatela per i bambini perche vuole riabbracciare il suo papà. Per info piu approfondite chiamate al numero tel 081-540-18-02 Vi prego non lo abbandonate e non lo fate fare la fine che hanno fatto tanti detenuti Non abbandonateci Distinti saluti
Da Angela gambardella a
04/01/2012 17.12
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Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
Carissimo Presidente E arrivata la vostra lettera le voglio dire grazie per avermi accolta.Voglio ancora ricordarle che mio marito Giustino antonio non sta bene in Quel carcere di Lecce le prego di fare il possibbile non chiedo di farlo uscire ma un avvicinamento perchè le possibilità economiche non ci sono come ripeto ho 2 figlie 1 di 15 anni e una di 8 anni vogliono vedere il padre ma datosi che non c'e ne la possibilità non possono vederlo..chiedo un riavvicinamento per mio marito quel carcere ti lecce e molto maldestro mio marito vuole suicidarsi non c'e la fa piu a stare lì dentro per favore Signor presidente non dimenticatevi di noi Io vi chiedo un pò di pietà verso di noi voi siete stato sempre un presidente che avete fatto del bene all'umanità e vi chiedo se potreste portare un po di bene anche nella nostra famglia non chiedo nulla ma un avvicinamento per mio marito Giustino Antonio non chiedo soldi o altro ma solo un aiuto ho paura che mio marito potrebbe farsi qualcosa e non voglio i miei figli vivono senza padre che e stato sempre buono con tutti! Vi prego accogliete di nuovo questa mia lettera con pietà.Mio marito sta ancora nel carcere di lecce in via Paolo perrone Numero 4 Borgo San Nicola 73100 Lecce. Io sono La sua moglie abito a Casoria provincia di Napoli in via europa 1 traversa numero 5 Vi lascio in qualsiasi contatto da parte vostra il numero di Casa 081-540-18-02 Mi chiamo Gambardella angela. Distinti saluti Grazie
Da Gambardella Angela a
04/01/2012 17.13
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Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
caro presidente della replublica sono un uomo disperato ho 43 anni e sono disocupato ho due bambini sto a casa in affitto e non riesco a trovare lavoro mi sono rivolto anche al sindaco di pomigliano d'arco ma non ce niente lavoro come devo fare la prego facci qualche cosa perche non posso andare piu avanti
Da carmine a
04/01/2012 17.12
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Re: Una lettera al Presidente e sintesi della risposta ricevuta
caro presidente della replublica sono un uomo disperato ho 43 anni e sono disocupato ho due bambini sto a casa in affitto e non riesco a trovare lavoro mi sono rivolto anche al sindaco di pomigliano d'arco ma non ce niente lavoro come devo fare la prego facci qualche cosa perche non posso andare piu avanti
Da carmine a
04/01/2012 17.12
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