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Inviato da: Raffaella
06/02/2009 10.39

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VENERDI 13 FEBBRAIO, SCIOPERO NAZIONALE DI 8 ORE DI FIOM E FUNZIONE PUBBLICA CGIL, CON MANIFESTAZIONE PER IL LAVORO, PER I DIRITTI, PER LA DIGNITA’ E CONTRO L’ACCORDO DELLA COMPLICITA’ CHE DISTRUGGE IL CCNL, RIDUCE I SALARI E AUMENTA LO SFRUTTAMENTO.
TUTTE E TUTTI CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI METALMECCANICI E PUBBLICI.

Siamo nel pieno di una enorme crisi economica mondiale, prodotta dal sistema finanziario e liberista, una crisi che coincide con la ripresa della guerra, come dimostra il massacro dei palestinesi a Gaza, nell’impotenza e con la complicità di tutti i principali governi.

Precarietà, bassi salari, concorrenza tra i lavoratori e distruzione dei diritti sono i capisaldi della politica economica.

Di fronte a fabbriche che chiudono, con centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione e di precari licenziati, le misure del Governo sono del tutto inadeguate.

L’intervento pubblico, invece di sostenere il reddito dei lavoratori, alimentare la ripresa dei consumi e avviare un nuovo modello di sviluppo, serve soltanto a finanziare chi questa crisi l’ha prodotta e continua ad alimentarla.

Il Governo taglia la spesa pubblica e sociale (scuola, università, sanità, pensioni); prova a mettere uno contro l’altro lavoratori del settore privato e pubblico; rimette in discussione il Testo Unico sulla sicurezza; propone l’ennesimo innalzamento dell’età pensionabile, attaccando le donne, già oggi fortemente discriminate su salari e condizioni di lavoro.

La Confindustria, con la complicità di Cisl e Uil, approfitta della crisi per portare fino in fondo l’attacco al contratto nazionale di lavoro.

L’accordo separato sul sistema contrattuale apre la via alla totale flessibilità del salario; minaccia ancora di più la salute dei lavoratori con il vincolo della produttiva del salario; estende la precarietà e l’incertezza dei diritti; mette in discussione i principi fondamentali dell’iniziativa sindacale e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

La gravità della crisi e dell’attacco ai diritti apre una fase nuova e dà spazio e valore a una linea sindacale conflittuale e antagonista.

Vogliono eliminare il conflitto sociale, ma dovranno raccoglierne una quantità tale da sconfiggere il loro disegno: quello di far pagare a noi la loro crisi.
CONTRO: le scelte del Governo; l’accordo separato sulla riforma contrattuale, che distrugge il contratto nazionale e taglia il salario; i tagli alla spesa sociale, lo smantellamento di scuola, università e sanità pubblica;

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