scarica il volantino

VENERDI 13 FEBBRAIO, SCIOPERO NAZIONALE
DI 8 ORE DI FIOM E FUNZIONE PUBBLICA CGIL, CON MANIFESTAZIONE PER IL LAVORO,
PER I DIRITTI, PER LA DIGNITA’ E CONTRO L’ACCORDO DELLA COMPLICITA’ CHE
DISTRUGGE IL CCNL, RIDUCE I SALARI E AUMENTA LO SFRUTTAMENTO.
TUTTE E TUTTI CON LE LAVORATRICI E I LAVORATORI METALMECCANICI E PUBBLICI.
Siamo nel pieno di una enorme crisi economica
mondiale, prodotta dal sistema finanziario e liberista, una crisi che coincide
con la ripresa della guerra, come dimostra il massacro dei palestinesi a Gaza,
nell’impotenza e con la complicità di tutti i principali governi.
Precarietà, bassi salari, concorrenza tra i
lavoratori e distruzione dei diritti sono i capisaldi della politica economica.
Di fronte a fabbriche che chiudono, con centinaia di
migliaia di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione e di precari
licenziati, le misure del Governo sono del tutto inadeguate.
L’intervento pubblico, invece di sostenere il reddito
dei lavoratori, alimentare la ripresa dei consumi e avviare un nuovo modello di
sviluppo, serve soltanto a finanziare chi questa crisi l’ha prodotta e continua
ad alimentarla.
Il Governo taglia la spesa pubblica e sociale
(scuola, università, sanità, pensioni); prova a mettere uno contro l’altro
lavoratori del settore privato e pubblico; rimette in discussione il Testo
Unico sulla sicurezza; propone l’ennesimo innalzamento dell’età pensionabile,
attaccando le donne, già oggi fortemente discriminate su salari e condizioni di
lavoro.
La Confindustria, con la complicità di Cisl e Uil,
approfitta della crisi per portare fino in fondo l’attacco al contratto
nazionale di lavoro.
L’accordo separato sul sistema contrattuale apre la
via alla totale flessibilità del salario; minaccia ancora di più la salute dei
lavoratori con il vincolo della produttiva del salario; estende la precarietà e
l’incertezza dei diritti; mette in discussione i principi fondamentali
dell’iniziativa sindacale e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
La gravità della crisi e dell’attacco ai diritti apre
una fase nuova e dà spazio e valore a una linea sindacale conflittuale e
antagonista.
Vogliono eliminare il
conflitto sociale, ma dovranno raccoglierne una quantità tale da sconfiggere il
loro disegno: quello di far pagare a noi la loro crisi.
CONTRO: le scelte del Governo; l’accordo separato sulla riforma contrattuale,
che distrugge il contratto nazionale e taglia il salario; i tagli alla spesa
sociale, lo smantellamento di scuola, università e sanità pubblica;