Inviato da:
Raffaella
27/02/2009 12.50

Arrivano i filtri killer sulle candidature
Credo che il
compito fondamentale di Lavoratorio.it sia quello di contribuire alla
evoluzione della comunicazione sul mercato del lavoro, senza simpatie o
antipatie preconcette.
Quale posizione
prendere, ad esempio, nei confronti dei cosiddetti “filtri automatici
sulle candidature”, una delle ultime soluzioni tecnologiche sbarcate
nel settore? Mi riferisco ad un servizio offerto recentemente alle
aziende da parte di uno dei più grandi siti mondiali di recruiting
online. Il servizio in questione permette alle aziende di ricevere i curriculum e dare un voto o addirittura scartare le candidature senza nemmeno aprirle.
La selezione
avviene attraverso cosiddette “domande killer” inserite nel modulo di
candidatura. Non ho la minima idea di come possano essere strutturate
queste domande. Da quanto descritto nel sito, pare che un selezionatore
possa predisporre quesiti come “Quanti anni hai lavorato all’estero?” e
poi chiedere al programma di filtrare in automatico le risposte. Pare
che il 90% delle aziende e delle agenzie che hanno sperimentato i
filtri automatici sulle candidature siano soddisfatte del servizio.
Probabilmente, perché ritengono di poter scartare in pochi minuti e
classificare automaticamente centinaia di curriculum
Sarebbe molto
interessante approfondire la conoscenza di questo filtraggio
automatico. Spero di poter presto leggere qui sotto qualche
testimonianza di selezionatori che abbiano già utilizzato domande
killer. Da quando ho cominciato ad informarmi su questo servizio, non riesco ad immaginarmi quali potrebbero essere le domande in grado di qualificare e selezionare in automatico una candidatura.
Non posso però
chiudere la mia provocazione senza sottolineare che, se ci capitasse di
incontrare domande esplicite sulle nostre esperienze professionali o
sulle nostre aspirazioni, sarà sempre il caso di rispondere soprattutto
con onestà, ma anche con grande attenzione formale. Altrimenti saremo scartati.
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