
Marrazzo:
“Siamo la prima grande regione italiana che si dota di questo strumento
fondamentale”. Per il resto dei disoccupati (in totale 200.000) in arrivo nuove
misure
di Redazione - 05/03/2009
Cinquecentotrenta euro al mese
per 4.000 cittadini del Lazio disoccupati. La Regione ha varato ieri un
provvedimento per il redditto garantito, per provare ad alleviare il peso della
crisi per una parte minima dei senza lavoro laziali. Minima perché, come ammette
lo stesso Marrazzo, “i 4.000 disoccupati assistiti non sono che una goccia
nell'oceano dei 200.000 disoccupati della Regione”.
L'obiettivo è di raggiungere circa 20.000 cittadini del Lazio
Il Governatore promette però
ulteriori interventi a sostegno di chi non ha un reddito. "Sugli
investimenti per finanziare la legge”, ha detto il presidente, “mi impegno, e
chiedo all'assessore al Bilancio Luigi Nieri e al Consiglio durante
l'assestamento di bilancio, di aumentare le risorse destinate a sostenere il
reddito minimo garantito. L'obiettivo è quello di raggiungere circa 20 mila
cittadini del Lazio''.
La legge è stata votata ieri in consiglio regionale, con 32 sì della
maggioranza che sostiene Marrazzo, quello del Pdci (ora in minoranza), due
astensioni (Forza Italia e Udc). Quattro i voti contrari (Socialisti riformisti
e An).
“Siamo la prima grande regione italiana che si dota di uno strumento
fondamentale che non ha nulla a che fare con la vecchia logica
assistenzialista”, spiega Marrazzo. “Portiamo nella nostra regione un modello
di tutela presente in tutti i paesi europei più avanzati: dalla Francia
all'Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni''.
L'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi ha spiegato che la legge sul reddito
minimo assicura settemila euro a persona per un anno: “Daremo circa 530 euro al
mese per disoccupati, inoccupati e precari residenti nella regione Lazio, ha
spiegato Tibaldi. “Avevamo pensato ad una cifra di 5.400 euro all'anno ma
abbiamo dato parere positivo ad un emendamento del Crel che ci chiedeva di
aumentare la somma al minimo della pensione sociale, ovvero 7mila euro".
Tibaldi ha poi spiegato che il cittadino che volesse accedere al reddito minimo
deve prima fare una richiesta al comune: "Il primo assegno arriverà nei
conti dei destinatari un mese dopo la chiusura delle graduatorie
provinciali".