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   Blog Over 40 Riduci

Inviato da: Raffaella
25/06/2007 4.01

Le invio la mia testimonianza.

Sono disoccupato dal 1992 per la messa in liquidazione dell'impresa edile.

Avevo 50 anni ed ho cercato di adeguarmi, sempre e comunque, alle opportunità che il mercato mi offriva, comunque limitate. Nessun aiuto da Stato, Regione, Provincia, Comune verso i quali ho mantenuto tutti gli oneri ma nessun diritto. Idem dal sindacato, non appartengo a nessuna categoria, non esisto.

 I datori di lavoro, se ti considerano, è per ridurre al minimo le già scarse spettanze. Le agenzie interinali poi, se accettano il curriculum, lo fanno per avere un iscritto in più. Per merito di Atdal Over40 si cerca di fare qualcosa ma, visti i tempi, anche da questo sarò escluso. L'obiettivo è sopravvivere fino a 65 anni per la pensione maturata fino al 1992.

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la lettera ci da lo spunto per riflettere su dati allarmanti :

In Italia il tasso di occupazione degli italiani di età compresa tra i 50 e i 64 anni è del 38% contro il 72% degli svedesi e il 65% dei danesi. Dati che diventano ancora più allarmanti se si prendono in considerazione le statistiche sull'invecchiamento della popolazione europea.

Secondo i dati Eurispes, nel 2004 su cento persone con un'età compresa tra i 55 e i 64 anni in Italia lavoravano soltanto in 31, contro i 41 della Francia, i 43 della Germania, i 57 del Regno Unito e le oltre 70 persone della Svezia. Cifre che evidenziano come gli over 50 non siano più considerati una risorsa nel nostro paese.

L'Italia si colloca al primo posto della classifica e i 25 paesi con la popolazione più anziana nel mondo (escluso il Giappone) sono nel Vecchio continente, 18 dei quali fanno parte dell'Unione europea. Se da una parte una maggiore prospettiva di vita è un dato positivo perché indica l'aumento del benessere della società, dall'altro è necessario considerare i problemi che potrebbero scaturire.

Gli economisti della Commissione europea hanno pubblicato uno studio dal titolo "L'impatto economico dell'invecchiamento della popolazione nei 25 paesi membri" in cui emerge che entro il 2050 per ogni pensionato ci saranno solo due persone ancora attive dal punto di vista lavorativo. Secondo le proiezioni, tra il 2004 e il 2050 diminuirà del 18% il numero dei giovani (0-14 anni) e del 16% la popolazione "attiva" (15-64 anni) mentre aumenteranno del 77% gli ultrasessantenni (più 58 milioni).

Le conseguenze principali si rifletteranno dunque sull'economia a causa del maggior esborso per le pensioni e per le spese sanitarie.
  MA LA POLITICA COSA FA?

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2 commenti...

Re: La testimonianza di Giorgio, socio ATDAL

Giorgio, ci fa pensare che ricollocarsi dopo i 50 anni sia più difficile per quelli che invece stanno tra i 40 e i 50. Non ci ha detto una cosa importante , invece , la mansione da lui svolta. Io abito a Roma e di lavoratori in nero nell'edilizia c'è ne sono fin troppi, quindi se lui rientra in quel mansionario sicuramente lavora in nero, e addio contributi pensionistici. A mio parere è fondamentale dire, le mansioni che si svolgono anche per vedere se la difficoltà di ricollocamento è nella fascia impiegatizia o di maestranza. Nella mia esperienza di impiegata in una grande società di informatica, le figure con più anni di esperienza quelle con il livello più alto raggiunto ,alla lunga diventano, spine nel fianco della Dirigenza. Questi professionisti hanno un costo altissimo e nei periodi di "magra" si incentivano ad uscire!
Non ho una grande cultura di managment, ma mi è sembrato che spesso nelle aziende si confondono i costi con gli investimenti e viceversa. I dirigenti sono tenuti a dare sempre più numeri di profitto , pena il licenziamento, quindi sono tre le cose da fare:
a) andare dal cliente e farsi commissionare un lavoro
b) trovare il personale che lo realizza
c) il Tempo di realizzazione.
Il punto a non lo commentiamo in quanto in un vasto mercato qualcuno che ha bisogno qualcosa si trova.
IL punto B. La ricerca del personale si comincia dalle risorse disponibili in azienda , spesso non si guarda la capacità e l'esperienza della risorsa, si parte sempre dal suo costo annuo(retribuzione). Quindi per ogni figura da collocare si trova quella retribuita meno, affinchè la percentuale di guadagno tra costi e ricavi, sia il più alta possibile. Ho visto molti progetti eseguiti male, perchè è stato impiegato personale non adeguatamente preparato, dove i costi alla fine sono lievitati, riducendo sensibilmente la precentuale di guadagno prevista sulla carta, malcontento del cliente, ma non ho visto un solo dirigente cascare per incapacità! alla fine si riesce sempre a rattoppare!
Il punto 3 si commenta da solo ,più è alto lo skill del professionista più si riduce il tempo di realizzazione, intaccando il margine di guadagno.
Più i professionisti sono nella media, si costringono agli straordinari, (non remunerati ovviamente) e i tempi di realizzazione si accorciano alzando il margine di profitto. Se tutto va bene ovviamente il dirigente è capacissimo, se qualcosa va storto si rattoppa nascondendo le magagne, tanto alla fine il progetto viene consegnato!!!
Allora ,mi convinco sempre più, che il problema occupazionale non è solo dato dal fattore ETA' ma dal fattore COSTO-SKILL-Know-How. Le competenze si pagano ma l'imperativo già da qualche hanno è ""MASSIMO PROFITTO AL MINOR COSTO"" . DOMANDA:COS'E' IL COSTO E COS'E' L'INVESTIMENTO?
Un'altra cosa molto importante da domandarsi è: quanto l'esperienza comprovato di un quarantenne o cinquantenne può fare la differenza in questo momento di affanno nell'economia italiana. Le aziende li escludono perchè si stanno innovando e quindi hanno bisogno di meno personale, oppure delocalizzano(quindi il problema abbraccia tutti) oppure ci orientiamo esclusivamente al terziario quindi le figure professionali ne servono sempre meno?
Ultima domanda se non abbiamo produzione nel nostro Paese, ma abbiamo ancora un numero di persone in età lavorativa, che a breve neanche con lavori precari hanno fonti di reddito, come faranno a vivere in modo dignitoso? Tra 10 anni pensate che il fenomeno si sia ridotto o ne è diventato un fenomeno sociale, con dei costi altissimi sul welfare? propendo per il si, se non viene mandata a casa questa casta politica cieca da oltre cinquant'anni su argomenti, lavoro famiglia, economia di mercato e via di seguito......

Da giona54 a   26/06/2007 9.28

Re: La testimonianza di Giorgio, socio ATDAL

Allora non è solo mia l'impressione che le agenzie interinali siano messe lì per facciata! In anni di spedizione e rinnovo curriculum non mi hanno mai convocata nemmeno per un colloquio. Se vai in agenzia, non ti propongono mai niente di quello che è esposto in vetrina, anzi ti guardano pure male perchè sei entrato a chiedere informazioni. Io ho anche firmato per un corso ipotetico che non ho mai frequentato, solo per fare numero. E in quanto alla specializzazione, dopo quattro anni di lavoro in serra e la qualifica di manutentore del verde, con esperienza sia nel pubblico che nel privato, credo di averne maturato quanto basta almeno per un contratto a termine o stagionale. Chi dice che si trova comunque qualcosa è invitato a stare qualche mese qui in Sardegna. Qui c'è il vuoto più assoluto.Ho passato mesi ad andare al centro per l'impiego quotidianamente, tanto che adesso gli impiegati mi conoscono personalmente. Spesso nemmeno il costo-beneficio è un metodo di valutazione, ma lo è la possibilità di mettere sotto contratto atipico di formazione lavoro, o apprendistato(rigorosamente riferito ai giovani), anche per chi ha esperienza, avendo così lo svolgimento della stessa mansione di un qualificato, con il trattamento economico e soprattutto assicurativo di un apprendistato.A volte, come nell'edilizia, il contratto non esiste neanche e ho sentito da testimonianze diverse che se lo chiedi ti guardano come un'alieno e ti dicono che fuori c'è la fila per ottenere il posto. Guardiamo la realtà senza false speranze, e basta con la scusa della poca autostima, io per esempio ho una fortissima considerazione di me stessa, tanto è vero che visto che qui non si trova nulla da fare, mi sono presa una laurea col massimo dei voti nel giro di tre anni. Quello che si dice sfruttare i tempi morti. Che qui sono tantissimi. Nemmeno nel settore turismo che dovrebbe tirare molto da queste parti, ho trovato nulla. Qui gli annunci sono tutti con la postilla : età max 25-30 anni, forse per lavare i piatti, è necessaria una giovane età e la pelle delle mani fresca e rosea(per evitare irritazioni da detersivo?!)

Da rosi a   26/06/2007 10.19

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