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Blog Over 40

Inviato da: Raffaella
03/03/2007 15.17

da Armando Rinaldi

sodi_topMGR.jpgNegli USA è partita una forte campagna di stampa contro l'anomalia delle retribuzioni dei grandi manager. I dati forniti dagli enti di ricerca dicono che nell'ultimo decennio il rapporto tra il salario o lo stipendio di un lavoratore (inclusi quadri e dirigenti di medio e alto livello) e gli Amministratori Delegati delle grandi imprese è passato da 1 a 80 a 1 a 500.
Questo incremento smisurato è determinato da diversi fattori primo fra tutti il fatto che gli AD si sentono autorizzati ad aumentarsi annualmente gli stipendi secondo i propri interessi e in modo del tutto indipendente dall'andamento del business dell'impresa che amministrano. Oltre all'elemento scandaloso del livello dell'autoremunerazione vengono
messi sotto accusa anche i benefits derivanti dalle stock options che di norma si sommano ai vantaggi dell'AD e che, come emerso in moltissimi casi, permettono ai top manager di utilizzare informazioni riservate o peggio
ancora di operare scelte funzionali a far salire o scendere il valore delle azioni della propria azienda a fini speculativi personali.
Infine sempre sotto accusa sono anche le buonuscite che vengono riconosciute a questi manager indipendentemente dai risultati conseguiti con la loro gestione. Si riporta il caso dell'AD di Blockbuster, un'azienda sull'orlo del collasso economico, il cui allontanamento è costato all'azienda 210 milioni di US$. Per dare un'idea di quale sia la distanza tra il vertice e la base della popolazione lavorativa negli USA i dati riportano che negli ultimi 5 anni gli stipendi sono in generale aumentati dell'8% contro l'80% di quelli dei top manager.
La campagna di moralizzazione avviata negli USA punta il dito sull'elemento etico della questione e propone alla politica e al sistema delle imprese un rapido ravvedimento che riequilibri la situazione del mercato del lavoro.
Un notizia importante che purtroppo non pare sollevare la dovuta attenzione tra i nostri politici e manager le cui voci nei confronti di chi ha contribuito al disastro di aziende di importanza strategica quali Alitalia o Ferrovie ed è pronto a lasciare il posto con liquidazioni miliardarie, sono poche e soprattutto molto flebili.
Ciò che manca, a mio avviso, nella pur benemerita campagna mediatica americana, è l'allargamento della riflessione al di là dell'ombelico costituito dalle figure di questi top manager.
Con un minimo di capacità di analisi non è difficile arrivare a comprendere che l'iniziativa individuale è conseguente e si sposa perfettamente con le logiche e le strategie del sistema delle multinazionali. A livello mondiale si è ormai da tempo affermata una oligarchia dominata nei settori strategici da poche imprese multinazionali sempre più potenti e in grado di
condizionare mercati, politiche e governi. I top manager sotto accusa altro non sono che l'espressione della crescita di una classe di oligarchi il cui compito è quello di dirigere le centrali di potere economico e finanziario.
Una classe a ben pensarci non diversa da quella che in modo del tutto analogo si era imposta nell'ex Unione Sovietica attraverso il controllo delle imprese pubbliche.
Concludendo mi piace citare ancora una volta un personaggio come Gorbaciov quando sostiene che è necessario un profondo, radicale ripensamento dei sistemi di sviluppo economico e sociale, della concezione della politica e della gestione del potere, del riconoscimento e consolidamento di nuove forme di partecipazione alla vita pubblica da parte delle realtà rappresentative della società civile, pena un' accelerazione della corsa verso il disastro annunciato.

Vi segnalo questo indirizzo del Blog di Grillo dove potete trovare delle interessanti interviste al Nobel per l'economia Joseph E. Stiglitz sui temi della globalizzazione e delle povertà

http://www.beppegrillo.it/2007/01/il_patto_col_di.html

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1 commenti...

Re: l'anomalia delle retribuzioni dei TOP manager

Complimenti per l'articolo ! Lo dovrebbero valutare tutti e cercare di pensare al problema ! :-)
Consiglierei di mandarlo a Grillo e alla redazione di Report alla Gabbanelli.
Un caro saluto

Da braveh a   09/03/2007 9.21

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