da Stefano
Martedì (2 ottobre 2007) è uscito su Repubblica un servizio di due pagine intitolato “L’esercito degli invisibili”, dedicato al fenomeno dei cosiddetti scoraggiati, di quelli cioè che il lavoro hanno smesso di cercarlo stanchi di essere rifiutati o di aspettare un qualcosa che non arriva mai.
La caratteristica di queste persone è che per l’Istat non figurano come disoccupati per cui non vengono conteggiati in queste liste e di conseguenza qualcuno poi va in giro a gabellare che “la disoccupazione è in calo”.
L’articolo è molto bello, c’è una parte di analisi dei dati e poi la storia di una ragazza calabrese che stanca di essere scartata o perché troppo preparata o perché troppo poco, ha smesso di cercare lavoro e vive alla giornata. La storia per noi non è certo nuova: ci potremmo fare un libro solo di queste esperienze. Nell’intervista mi colpiva tra le altre cose l’età della ragazza, 36 anni. Mi conferma una cosa che avevo già verificato (oltre che sulla mia pelle) analizzando le varie inserzioni: omai non è più un problema over 40 ma già dopo i 35 anni sei discriminato. Fra poco fonderemo la federazione giovanile di Atdal…
Nell’articolo viene riportato un parere sull’argomento dell’ineffabile De Rita (ricercatore del Censis a noi già noto…) che (a pag 30) dice: “il noto ricercatore va anche questa volta controcorrente. Sostiene che quando l’economia rallenta è sempre così. “Non dico che sia normale ma non è nemmeno un fenomeno eccezionale. Se non vale la pena cercare le donne e i giovani non si mettono neppure a caccia. Era così anche negli anni ’50 quando ci si cancellava dalle lista di collocamento”. La novità sta altrove. Sta nelle dimensioni ben più larghe di un tempo del fenomeno.”
Insomma per De Rita tutto quasi normale. Ho letto il passo due o tre volte ma francamente non riesco a capire che razza di spiegazione è. Siccome il fenomeno è ciclico non è forse importante? Non è un indice di degrado sociale? Ma che vuol dire? Siccome ciclicamente quando ci sono piogge torrenziali in alcune zone avvengono frane e smottamenti, non facciamo niente per aggiustare e combattere il fenomeno, tanto è un evento ciclico? E quando è secondo lui che vale la pena di cercare? Misteri, ma lui è bravo e famoso quindi tutto quello che dice è giusto a prescindere e soprattutto non controbattibile.
Sempre in tema di “lo affermo ma non lo spiego” (una modalità molto in voga nei dibattiti politici) Mercoledì sul Sole 24 ore a pag 2 c’era un’intervista a Massimo D’Alema (...dì qualcosa di sinistra D’Alema, qualcosa di sinistra….) Il titolone è “Il protocollo sul welfare è più a sinistra di chi lo boccia”. Leggo la pagina e tutto quello che trovo sull’argomento è “sarebbe singolare che i lavoratori bocciassero il primo accordo sindacale che dopo tanto fa un’azione di redistribuzione per i giovani e i pensionati”. Tutto qui. Ora magari è pure vero che quell’accordo è buono ma porca miseria ne lo vuoi far capire? Me lo spieghi perché è buono? E tu giornalista gliela fai una domandina del tipo “perché secondo lei è un buon accordo? Quali punti sono particolarmente validi?” E invece andiamo avanti così, affermo una cosa, faccio lo slogan ma non te spiego, non la confuto, però siccome la dico è vera e basta. Fateci caso in televisione ormai funziona solo così: “il governo ha sbagliato la manovra” oppure “La manovra è la migliore” e via così ma mai nessuno che aggiunga motivi e fatti.
Ultime cosette sempre dai giornali. La Commissione Europea ha effettuato un richiamo agli Stati Membri “sull’uso distorto del tirocinio nelle aziende” inteso come modo per utilizzare forza lavoro magari gratuita per non assumere personale e non come strumento di inserimento. A qualcuno in Italia saranno fischiate le orecchie ma non credo più di tanto…
Una ultimissima di carattere ludico ricreativo. Il 7 ottobre come avviene da un paio d’anni è la Festa del Teatro. Non viene troppo pubblicizzata per motivi di opportunità ma alcuni teatri mettono a disposizione biglietti a 2 euro per spettacoli che mediamente costano dai 20 ai 30. Non sono nemmeno posti particolarmente sfigati, ve lo dico per esperienza. È una buona occasione per passare un pomeriggio a prezzi minimi. Segnalo buone pomeridiane domenica all’Argentina, al Manzoni, Al Vittoria, Al Teatro Italia e allo Stabile del Giallo. I biglietti si prendono o nei teatri stessi o in prevendita nella biglietteria Last Minute di Via Bari 20 (zona p.zza Bologna tel 0644180212). Chi è interessato si affretti perché i biglietti a disposizione non sono tanti.
Saluti